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L’emergenza che si è verificata il 29 Dicembre 2010 sulla diga di Montedoglio ha aperto la strada ad una profonda revisione dei piani di sicurezza e di soccorso che dovrebbero essere utilizzati durante piccole e grandi calamità.Il nostro Gruppo, assieme ai Volontari della Croce Rossa Italiana, da tempo si sono dati delle regole, delle modalità di intervento che, alla prova dei fatti, hanno dato ottimi risultati. Dal momento in cui siamo stati informati della situazione allarmate che si era creata sull’argine della diga(ore 20,45) sono stati immediatamente allertati tutti i volontari (tramite SMS collettivo) e contemporaneamente, è stato avvisato il Sindaco e le altre autorità competenti assieme ai Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia ed altra forze presenti nel territorio.Nel giro di 30 minuti avevamo 40 volontari in servizio, tanti quanti ne aveva Croce Rossa Italiana. Mentre alla spicciolata arrivavano altri volontari, già i nostri erano impegnati per controllare strade e ponti. Con il Sindaco Bacchetta e i tecnici comunali, radunati presso il Centro Operativo Comunale (COC), veniva presa la decisione di evacuare prudenzialmente l’area di Piosina, Santa Lucia e le zone più basse della città : Rignaldello, i Frontoni e il comprensorio intorno al campo sportivo.Soprattutto a Piosina, dove il livello dell’acqua rilasciata senza controllo dalla Diga saliva a vista d’occhio, l’impegno dei nostri ragazzi, assieme alle forze dell’ordine, è stato duro ed è continuato per tutta la notte.
All’emergenza nel nostro comune si è sovrapposta quella di Citerna; la frazione di Pistrino, infatti, era gravemente minacciata. Dopo una richiesta telefonica del Sindaco, altre squadre di nostri volontari, assieme alla Polizia, si sono mosse per evacuare tutta la zona e trasferire le persone sfollate in aree più sicure.Per tutta la notte la Sala operativa del Gruppo ha monitorato i livelli della piena nelle varie aree interessate; i dati venivano continuamente forniti alle autorità così come, via radio, un costante aggiornamento sulle condizioni della viabilità (interrotta in molti punti). In questa circostanza, così come in tante altre occasioni, abbiamo fatto niente più del nostro dovere; ma abbiamo dimostrato preparazione, qualità tecniche e prontezza operativa. Ora è necessario far tesoro quanto accaduto per proporre una riflessione a tutti i gruppi di volontariato dell’Alta Valle del Tevere umbra e toscana, affinché la nostra azione sia collegata e uniformata ad un unico standard.Le emergenze, è noto, quando avvengono non tengono conto dei confini regionali o comunali … è dunque necessario coordinare le forze in campo ed attuare prove ed esercitazioni. Speriamo di riuscire in tempi brevi a raggiungere questo risultato; il primo appuntamento sarà presto annunciato. |